Quando si progetta uno studio dentistico, anche l’illuminazione necessita di uno studio specifico. Nello studio di un odontoiatra, infatti, ogni ambiente ha esigenze diverse in fatto di luce. Pertanto, è necessario fare scelte funzionali ed adeguate per ogni spazio e per le relative funzionalità. Oltre a garantire la corretta operatività di tutto lo studio, la luce deve anche offrire il giusto comfort visivo.
Ecco quindi tutto quel che serve sapere sulla illuminazione studio dentistico.
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ToggleIn genere, uno studio dentistico è organizzato in sale operative (ambulatori) e spazi d’accoglienza. Avendo funzioni totalmente diverse, questi spazi devono essere illuminati in maniera differente, e sempre e comunque efficiente e gradevole.
In ogni ambiente, lo scopo della componente illuminotecnica è quello di unire efficienza luminosa, miglioramento dell’esperienza di pazienti e personale medico, e valorizzazione di ogni ambiente.
Lo studio attento, curato e preciso della progettazione illuminotecnica offre numerosi vantaggi per coloro che frequentano lo studio.
Personale medico
Pazienti
In uno studio dentistico, reception, sala d’attesa e sale operative sono ambienti dalle funzionalità diverse e, pertanto, devono essere illuminati in maniera differente, ognuno tenendo conto della propria funzionalità.
In ogni ambiente, la luce è chiamata a ricoprire specifici ruoli, influendo su:
La reception di uno studio dentistico ha prima di tutto funzione rappresentativa. È il luogo dove il paziente viene accolto e poi congedato, dopo aver fissato altri eventuali appuntamenti o aver saldato il conto. La zona reception deve quindi avere una luce calda e accogliente, e comunque sufficientemente intensa per facilitare le attività del personale. Non si devono quindi creare fastidiosi riflessi su monitor e superfici. L’illuminotecnica della reception deve essere studiata in modo che sia coerente con il progetto d’interior design nel suo complesso, generando quindi una sorta di continuità stilistica.
In base all’arredo, è possibile studiare soluzioni di illuminazione che vadano a valorizzare alcuni punti specifici dell’area, come ad esempio il desk o un particolare elemento architettonico.
Per molti, la seduta dal dentista è fonte di stress, tanto da vivere l’appuntamento con molta agitazione. Per cercare di stemperare questo stato d’ansia, la sala d’attesa deve essere progettata in modo da risultare accogliente, e la luce di questo ambiente deve risultare altrettanto accogliente, oltre che elegante ed armoniosa, in modo da trasmettere il giusto mix di benessere e professionalità.
Sia negli arredi, come anche nell’elemento di illuminotecnica, la sala d’attesa non deve avere l’aspetto di un ambiente clinico. Per questo scopo, la luce può contribuire moltissimo. Una luce morbida, calda e diffusa, conferisce all’ambiente una immediata, quanto piacevole, atmosfera accogliente e (se possibile) rilassante.
Non per forza la luce deve essere uniforme in tutta la stanza. Si possono ad esempio creare dei giochi interessanti di contrasti, inserendo punti luce decorativi o che valorizzino materiali, arredi o dettagli particolari. L’importante è non creare fastidiosi abbagliamenti.
Nella sala operativa di uno studio dentistico, la componente luce ha esigenze tecnico-funzionali ben specifiche, dal momento che influisce sulla precisione operativa. Qui, infatti, l’illuminazione deve garantire condizioni visive adeguate al lavoro dell’odontoiatra e dell’assistente, limitando ombre, riflessi e contrasti eccessivi.
Nel vero e proprio ambulatorio, vanno studiate due fonti luminose:
La lampada operatoria produce una luce molto intensa e concentrata, per garantire una illuminazione tecnica precisa, omogenea e senza abbagliamenti. L’ambiente circostante deve essere illuminato in maniera proporzionalmente adeguata alla luce del blocco operatorio, evitando contrasti troppo marcati, che possono favorire il rapido affaticamento visivo.
Nel suo insieme, dunque, l’illuminazione dell’ambulatorio deve essere equilibrata ed ottimale, per garantire la massima precisione dell’operato senza affaticare la vista del medico e del suo staff.
Esiste una norma specifica – la UNI EN 12464-1 – che stabilisce quale deve essere la differenza d’intensità tra la luce del riunito, concentrata sull’area da trattare, rispetto all’illuminazione generale della stanza e dell’area circostante, in modo da garantire il comfort visivo dell’equipe medica, riducendo il rischio di affaticamento visivo, stanchezza e mal di testa.
Una buona ed adeguata illuminazione è importante anche nei corridoi e nelle zone di passaggio di uno studio dentistico, in quanto serve a mantenere una continuità visiva tra i vari ambienti, rendere intuitivi i percorsi e guidare il paziente nel passaggio tra una zona e l’altra dello studio.
Per ottenere i risultati migliori, per progettare l’adeguata illuminazione in ogni ambiente di uno studio dentistico vanno considerati diversi fattori.
La progettazione di uno studio dentistico deve essere pensata e studiata insieme allo studio delle luci. Come ampiamente spiegato, non esiste una soluzione illuminotecnica valida per ogni studio dentistico. I vari ambienti e le loro diverse funzionalità, la presenza di luce naturale, i colori, i materiali e il tipo di arredamento, sono tutti elementi da tenere in considerazione perché determinano esigenze differenti.
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